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GIOCHIAMO CON I COLORI

 

Il colore, per chi progetta un locale nuovo o per chi semplicemente desidera dargli un aspetto diverso, è sempre stato un alleato in quanto, con i suoi effetti, può, a basso prezzo, creare percezioni diverse in merito alle dimensioni e all'atmosfera ed emozionare gli individui che vi si avvicinano agevolando o ostacolando l'attività di comunicazione. E' per questo motivo che con questo e con il prossimo articolo abbiamo desiderato conoscere meglio questo fantastico e divertente elemento.

Di per sé, il colore è la caratteristica di ogni oggetto che nasce con la luce (o altra fonte luminosa). Altrimenti, come diceva il filosofo tedesco Hegel "di notte tutte le vacche sono nere".

La definizione del colore è il risultato di un processo molto complesso che:

  1. parte dalla luce che colpisce un oggetto (non autoluminoso);
  2. continua con la capacità da parte degli oggetti di assorbire e riflettere in maniera differente le componenti della luce;
  3. termina nell'occhio e nel cervello che rielabora le informazioni ricevute.

Il colore è pertanto una sensazione visiva molto soggettiva condizionata da vari elementi come sorgenti luminose e aspetti fisico psicologici dell'osservatore. Differenti sorgenti luminose (es. neon, lampade ad incandescenza) possono far sembrare lo stesso oggetto di colore diverso. Poiché la luce presa come punto di riferimento è quella naturale e bianca del sole, che copre tutto lo spettro (dall'infrarosso all'ultravioletto), nel momento della scelta del colore sarebbe meglio far riferimento sempre a questa e non affidarsi totalmente alla luce artificiale che può avere riflessi diversi.

In merito agli aspetti individuali oltre all'elemento vista (che può cambiare con l'età o può avere in alcuni soggetti inclinazioni verso il rosso o il blu) e lo stato d'animo, si hanno differenze ottiche in base alla dimensione (c.d. effetto area - se un colore ricopre una grande superficie sembra più luminoso e vivace), allo sfondo (c.d. effetto contrasto - un oggetto posto su sfondo luminoso sembrerà più cupo rispetto a quando è posto su uno sfondo scuro) fino alla possibilità di avere vere e proprie illusioni ottiche.

 

jastrow_illusion

illusione_con_i_cerchi

Jastrow illusion in cui la dimensione delle due figure è la stessa

 

Il raggio dei due cerchi di color arancione è lo stesso

 

 

caf_wall_illusion

i_cerchi_che_non_si_muovono

Cafè wall illusion in cui le righe non sono oblique ma parallele

Le ruote sembrano muoversi. Cosa impossibile se disegnate su carta.

Come previsto dalla colorimetria (disciplina che si occupa di standardizzare la misurazione del colore), per definire il colore, occorre prendere in considerazione 3 diversi elementi che sono:

  1. la tinta che definisce il tono del colore;
  2. la saturazione che indica l'intensità di un colore che può essere vivo oppure tendere al grigio;
  3. la luminosità dipende dalla sorgente di luce e rende il colore più chiaro o più scuro.

Per chiarire meglio il concetto di tono, se indirizziamo un fascio di luce naturale del sole verso un prisma o un diamante (lo stesso fenomeno si ha quando si vede un arcobaleno in cui la funzione del prisma viene svolta dalle goccioline d'acqua sospese nell'aria), riusciamo a scomporre la luce nelle sue 7 componenti visibili e cioè rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto. La luce è infatti costituita da radiazioni elettromagnetiche definite da lunghezze d'onda diverse. Quando la luce colpisce un oggetto questa viene in parte assorbita ed in parte riflessa. Quest'ultima definisce il tono del colore. Es. una foglia verde assorbe tutte le radiazioni colorate tranne che quella del colore verde che viene riflessa.

Come si vede dall'immagine sotto, lo spettro di luce visibile all'occhio umano va da 400 nm (violetto) a 700 nm (rosso). Oltre tali limiti l'occhio umano non riesce a percepire luce. Tali aree si chiamano ultravioletto ed infrarosso

spettro_di_luce_visibile

prato

La conoscenza del tono è importante in quanto il modo più semplice per combinare colori è tono su tono, cioè mettere insieme più sfumature dello stesso colore. Meno le sfumature sono nette e più il risultato sarà di armonia e di calma.

Come possiamo notare il bianco ed il nero non esistono. Infatti se un corpo riflette completamente la luce e, quindi, tutti i colori che la compongono, è bianco, mentre se assorbe tutti i colori e cioè tutta la luce è nero.

Per meglio comprendere le relazioni fra i colori, possiamo utilizzare quella che viene chiamata ruota cromatica.

la_ruota_dei_colori

In tale disposizione il rosso, il blu ed il giallo si chiamano colori primari perché non ottenibili dalla mescolanza con altri colori. I colori secondari (arancio verde e viola) si ottengono mescolando in maniera uguale due colori primari. Mischiando in maniera diversa due colori primari si ottengono i colori terziari es.

rosso+rosso+giallo=arancio rossastro

rosso+giallo+giallo= arancio giallastro.

 

Un colore complementare ad uno primario si ottiene mescolando gli altri due primari (si parla di mescolanza sottrattiva). Il viola è complementare al giallo perché si ottiene mescolando gli altri due primari rimanenti ad esempio, mentre il verde è complementare al rosso ed il blu è complementare all'arancio. Due colori complementari accostati fra di loro o si annullano o acquisiscono maggior forza entrambi per l'effetto contrasto. La prima proprietà è molto utilizzata a livello di trucco. Ad esempio, in caso di un difetto sulla pelle di colore

la_ruota_dei_colori_2

rosso (es. bollicini o brufoli) si può correggere applicando un fondo di colore verde, mentre per problemi di colore viola (lividi od occhiaie) si può neutralizzare l'effetto con un fondo di colore giallo.Lo sfruttamento dell'altra proprietà, invece, è molto utilizzato nella creazione degli ambienti in quanto lavorando con il contrasto si trasmettono nell'osservatore emozioni forti come azione, apprensione, eccitazione, forza, furore etc. Il contrasto, oltre che con i colori complementari, ha forse un migliore effetto non sui colori perfettamente complementari ma su quelli vicini posti a destra o a sinistra del complementare.

Infine, possiamo combinare i colori che pur essendo diversi hanno uno stesso denominatore.

I colori inoltre possono essere caldi o freddi nel senso che le emozioni a cui a livello psicologico li associamo possono darci delle sensazioni diverse. Per questo il loro uso può aiutare nello spiegare un prodotto e quindi nella vendita. I colori che ci danno  una sensazione di calore sono quelli a cui associamo le immagini del sole (e perciò del giorno e della vita) o del fuoco; sono pertanto quelli che tendono all'arancio o al rosso e che ci provocano emozioni più forti. Viceversa quelli a cui associamo le immagini del cielo, di un bosco, del mare o della notte come il verde ed il blu sono reputati colori freddi. Questi tendiamo più ad associarli ad immagini di fiducia, di tranquillità, di rilassatezza, di moderazione. I colori che tendono al bianco, al nero o al grigio si dicono neutri.

La possibilità di sfruttare tale proprietà è importante in quanto i colori caldi danno l'impressione di accorciare le distanze, mentre quelli freddi di aumentarle. In maniera prospettica possiamo dare l'impressione di profondità o meno agendo solo sul colore dello sfondo.

Editor Alessandro Ancilotti - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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